lunedì 23 marzo 2015

Birdman secondo Mr. Kite


Breve candela, spegniti!
La vita è solo un’ombra che cammina,
un povero attorello che si pavoneggia,
che si dimena sopra un palcoscenico
per il tempo assegnato alla sua parte,
e poi di lui nessuno udrà più nulla:
è un racconto narrato da un idiota,
pieno di grida, strepiti, furori,
del tutto privi di significato!
 

Macbeth (atto V, scena 5)
 
 
Sono dunque i versi di Shakespeare, pronunciati da un ubriaco in una scena del film, ad esprimere il senso di “Birdman o (l'Imprevedibile Virtù dell'Ignoranza)”, ultima, acclamatissima opera di Alejandro González Iñárritu fresco vincitore di 4 Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Fotografia) : un film che sembrare navigare sul parallelismo recitazione – vita, dove l’allestimento dello pièce teatrale voluta da Riggan Thomson - e tutte le storie che vi ruotano intorno - diventano metafora della vita dell’uomo.

Il protagonista del film, Riggan Thomson – magistralmente interpretato da Michael Keaton –  è un attore di mezz’età un tempo famoso per alcuni vecchi film di successo in cui interpretava il supereroe mascherato Birdman; giunto nella fase discendente della sua carriera, Riggan cerca ancora conferme e pertanto intende portare in scena un adattamento teatrale del racconto di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” alla ricerca del riconoscimento delle sue capacità da parte della critica. Nel film sono narrate le vicissitudini, a tratti divertenti e a tratti drammatiche, che accadono durante le prove dello spettacolo, le discussioni e le liti tra gli attori in cerca delle luci della ribalta, tutti un po’ “prime donne”, le crisi e i capricci delle “star”, i commenti caustici e le invidie tra colleghi, il timore e l’ansia per una recensione negativa, le difficili situazioni famigliari tra Riggan, l’ex-moglie che forse lo ama ancora e la figlia ribelle e un po’ tossica con cui egli ha un rapporto conflittuale.


Si è detto e scritto molto su questo film e in primo luogo che sia “meta-cinema” ossia cinema sul cinema, motivo per cui, a detta di alcuni, Birdman è tanto piaciuto ai giurati dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Questa lettura è sicuramente possibile e, anzi, confortata anche dal non causale parallelismo tra Riggan Thomson\Birdman e Michael Keaton\Batman : quest’ultimo, come il primo nella sceneggiatura di Birdman, dopo il successo commerciale raggiunto con i due film di Batman si avviava ad un dorato declino, non ottenendo ruoli importanti in film più culturalmente impegnati.


Sotto altro profilo, Birdman proietta una luce ironica sul cinema holywoodiano fatto di supereroi ed effetti speciali, su quegli attori che sembrano poi confondersi con il ruolo interpretato sul set, assumendone caratteristiche e peculiarità, sugli stessi “metodi” teatrali secondo  cui per interpretare un ruolo bisogna viverlo…. a costo di quasi stuprare la collega per recitare anzi “vivere” realmente sul palco la situazione di intimità tra i due amanti (come fa un esilarante Edward Norton con un evidente arrapamento!).
Di particolare interesse è l’utilizzo del (finto) “piano sequenza” fatto da Iñárritu : questa tecnica di ripresa segna il passaggio costante dalla narrazione oggettiva della realtà fattuale – così come percepita da Riggan tramite i sensi - alla narrazione soggettiva dei fatti così come vissuti interiormente dal protagonista. La regia sembra quindi farsi gioco dello spettatore alternando il racconto delle vicende narrate, al rapporto interiore tra Birdman e Riggan – in verità dialettica psicologica come tra l’Io e il Super-Io  - e ai super-poteri di Riggan-Birdman; così ad esempio, vediamo Riggan lanciarsi dal cornicione del palazzo e arrivare volando all’entrata del teatro salvo, subito dopo, veder il tassista inferocito correre dentro il teatro per riscuotere da Riggan la tariffa della corsa!


Insomma, in un complesso gioco psicologico, il piano sequenza permette alla narrazione delle vicende di assumere la valenza di lungo “flusso di coscienza” del protagonista in cui le rappresentazioni del mondo, oggettiva e soggettiva, si intersecano e si sovrappongono continuamente senza soluzione di continuità.


Mr. Kite