mercoledì 3 giugno 2015

The Drums, Merchandise e The Flaming Lips

La primavera è iniziata e se cercate qualche spunto musicale siete nel posto giusto!


Gli album di cui sto per parlarvi non sono stati pubblicati di recente ma rivestono alcuni profili di interesse : Encyclopedia dei The Drums , After The End dei Merchandise  e 7 Skies H3 dei The Flaming Lips.

Cominciamo con Encyclopedia dei The Drums. Dopo l'ottimo Portamento del 2011, i The Drums tornano con Encyclopedia  pubblicato in Italia nel 2014 e che segna un'evoluzione nel sound della banda, dalle tonalità allegre tipicamente surf del primo album a toni più new wave in cui chitarre e sinth rendono l'atmosfera talvolta triste e sicuramente più malinconica. Magic Mountain è sicuramente il pezzo forte dell'album, insieme a Kiss Me Again , in cui più marcato si avverte il tipico sound surf dei nostri; il ritmo è veloce, i brani si fanno ascoltare con piacere, un ritornello che fa ballare ad una festa sulla spiaggia. Ma già con I Can't Pretend si avverte un prevalere di toni più scuri ; questo nuovo mood si nota, poi, anche nelle belle I Hope Time Doesn't Change e Let Me. Sulla stessa lunghezza d'onda, There Is Nothing Left, dove il sinth-pop dei The Drums si ammanta di sonorità cupe. In definitiva, album carino ma che non mi ha convinto fino in fondo.

Con After The End del 2014, i Merchandise, lasciando lo stile post-punk dei primi lavori, abbracciano un sound decisamente eighties caricandosi l'eredità di gruppi come The Smiths, Depeche Mode, Echo & The Bunnymen. Il nuovo corso è introdotto da Enemy, brano al primo ascolto decisamente accattivante e di chiara impronta new wave ma che ha un qualcosa di... già sentito.
Ritmi più lenti e tranquilli per True Monument mentre in Green Lady il sinth e l'uso delle chitarre creano un'atmosfera che mi riporta direttamente agli anni '80! Tra i brani migliori, Life Outside The Mirror che è caratterizzata da una base musicale costituita dall'organo e da una certa solennità. Per Telephone, sonorità più elettroniche, assoli di chitarra e ritmi potenti che sembrano richiamare i The Clash.  Insomma, tanti sono i richiami e le citazioni in questo album dei Merchandise ma il risultato, pur con alcuni pezzi buoni e talvolta ottimi, non è sempre originale.







Sempre del 2014, 7 Skies H3 dei The Flaming Lips si pone in linea di di continuità con il precedente (e già recensito) The Terror : la freddezza di questi brani ci introduce in un universo dove il calore dell'amore sembra ormai un ricordo. L'uso del sinth crea atmosfere spacey in Can't Shut Off My Head e la tristezza sembra avvolgerci per condurci nell'ambiente prog e vagamente dreamy di Meepy Morp da cui sembrerà di non poter più uscire. Angosciante e paranoica è la lunga e ripetitiva marcia di Battling Voices From Beyond. Con il brano In A Dream ( che andrebbe meglio ribattezzata "in un incubo"! ) gli effetti space tempestati da suoni acidi sembrano prevalere e i Lips ci martellano con un ritmo pesante.

Dopo tanta forza espressiva, troviamo Metamorphosis , al limite con il post-rock con melodie fredde e atmosfere molto evocative. L'unico barlume di luce in tutto l'album sembra essere la dolcezza di 7 Skies H3 (Main Theme) . Con questo album, la psichedelia acida dei  Lips torna ad assumere tonalità dark, ci introduce in un lungo flusso di coscienza, ci fa volteggiare nello spazio con il rischio di cadere nel labirinto dell'incubo della follia... e solo una timida luce pur si scorge, lontana.

In definitiva, dei tre album recensiti mi ha veramente impressionato ( e ne consiglio vivamente l'acquisto ) solo 7 Skies H3 dei The Flaming Lips che si confermano tra i miei gruppi preferiti!   



MR. KITE