…. una recensione su
"The Terror", un album dei The Flaming Lips pubblicato
nel lontano Aprile 2013?
E chi sarebbero,poi, questi The Flaming Lips (TFL)?

Immagino i vostri dubbi….
la risposta è una
sola: i The Flaming Lips sono i più grandi di tutti ( come direbbe un caro amico, fine intenditore di musica con cui andai a vedere
uno spaziale concerto dei TFL a Villa Ada, non pochi anni fa ).
Semplice. Tutto qui.
La band si è formata ad Oklahoma nei lontani anni 80 e, oltre ad essere tra le mie preferite, si è sempre connotata per... diciamo, originalità. E genialità. E capacità di innovarsi e sperimentare.
E con questo album, i TFL non fanno eccezione!
Abbandonati i toni
allegri, gioiosi e strambi di Yoshimi Battles The Pink Robots, le
demenziali, divertenti e assurde esperienze pop e psichedeliche di At War With
The Mystics e di Embryonic (dischi magistrali e stra-consigliati!),
i Nostri decidono di affrontare il terrore del vuoto, horror
vacui : geniale!
E' il terrore per la vita da vivere senza
amore come Wayne
Coyne, frontman e cantante del gruppo, ci dice espressamente descrivendo alla stampa i
concetti dell'album : "Vogliamo,
o abbiamo voluto, credere che senza amore saremmo scomparsi, che l'amore, in
qualche modo, ci avrebbe salvato ,che, sì, se abbiamo l'amore, diamo l’amore e
conosciamo l'amore, saremmo veramente vivi e che se non c'è amore, non ci
sarebbe vita. Il terrore è, lo sappiamo ora, che anche senza l'amore, la vita
va avanti ... dobbiamo solo andare avanti ... non c'è eutanasia".
Assai indicativi di questa concezione esistenziale, sono anche i seguenti versi tratti dal brano The Terror : "I turn to face the sun, we are still standing alone | At last we'll stand by the terror, it helps us take the controls" che esprimono bene il significato di questo nuovo capitolo nella lunga saga discografia dei The Flaming Lips.
Assai indicativi di questa concezione esistenziale, sono anche i seguenti versi tratti dal brano The Terror : "I turn to face the sun, we are still standing alone | At last we'll stand by the terror, it helps us take the controls" che esprimono bene il significato di questo nuovo capitolo nella lunga saga discografia dei The Flaming Lips.

Il sapiente uso del sinth e gli effetti elettronici, la voce suadente di Wayne e le distorsioni acide della chitarra ( come nella lunga e bellissima cavalcata lisergica che è You Lust con la partecipazione di Phantogram ) si intersecano con un ritmo quasi sempre cupo e ossessivo (Try To Explain, You Are Alone, Sun Blows Up Today, e altre) e con frequenti e ripetitivi effetti elettronici (su tutte Look The Sun Is Rising caratterizzata da campionamenti ed eco). Insomma, la psichedelia acida di The Terror diventa un lungo flusso di coscienza e crea un'atmosfera spaziale portatrice, non di gioia e amore, ma di un freddo siderale che avvolge l'anima.

Ve l'ho detto che loro
sono i più grandi!
Infine, è interessante
notare che una cover di All You Need Is Love (Lennon-McCartney) è
presente solo nel mini CD bonus dell'edizione UK dell'album; la musica qui
assume toni chiari e rilassanti, lasciando quindi aperta una porta alla
speranza del valore salvifico dell'amore.
Con The Terror,
la psichedelia dei The Flaming Lips accresce le tonalità acide e cupe e
sembra incontrare – su tutte, You Lust - le ultime produzioni post-rock dei Mogwai
(ad esempio, si consideri la loro
stupenda soundtrack della serie francese Les Revenantes ) e le sonorità
elettroniche degli ultimi Radiohead.
Per
rappresentarvi le emozioni scatenate in me da questo album, immaginate
un'ambiente cupo come una fredda mattina di pioggia. Immaginate coltri di nubi
nere a tratti, improvvisamente, illuminate dai lampi. E il rosso degli stop
della macchine che risplende sull'asfalto bagnato. Così, per darvi un'idea.

In conclusione, The Terror è senz'altro un bell'album (anche se io preferisco i già citati precedenti) e se decidete di ascoltarlo e calarvi una dose di LSD, sappiate che il vostro viaggio potrà finire in un incubo in cui la speranza non è contemplata!

In conclusione, The Terror è senz'altro un bell'album (anche se io preferisco i già citati precedenti) e se decidete di ascoltarlo e calarvi una dose di LSD, sappiate che il vostro viaggio potrà finire in un incubo in cui la speranza non è contemplata!