Cinema & Musica

venerdì 20 febbraio 2015

Uomini contro.

San Valentino è da poco passato ma, rimanendo in tema di amore per il cinema, voglio parlare di tre film (dico tre!) che mi hanno riconciliato verso quel mondo che ultimamente mi sta dando molte delusioni.
Sto parlando di tre pellicole viste, due fresche di cinema e una di home video, che ho trovato straordinarie nella loro semplicità narrativa.
Film dalla trama robusta capaci di colpire direttamente lo spettatore senza l'utilizzo di effetti speciali o  scenografie sbalorditive. 
Racconti di uomini dalla forte personalità accompagnati, però, da una conflittualità interna tale da renderli umani e assai vicini allo spettatore.

Sto parlando di St. Vincent di Theodore Melfi, The Imitation Game di Morten Tyldum e The Judge di David Dobkin.


















St. Vincent narra la storia di Vincent (Bill Murray) uomo scorbutico col vizio della bottiglia e delle scommesse ai cavalli. Ha una relazione con Daka (Naomi Watts), prostituta russa incinta, con cui intrattiene una relazione economico-affettiva.
Quando incontra Maggie (Melissa McCarthy), separata e in affanno col lavoro, quest'ultima gli chiede di fare il babysitter di Oliver (Jaeden Lieberher). Convinto dal compenso, Vincent accetta di dedicarsi al ragazzo, a cui rivelerà suo malgrado il suo grande cuore. 
Dietro il cinismo di Vincent si nasconde un'amara verità: da molti anni ormai si prende cura della moglie, colpita da demenza senile, con lo stesso amore di sempre. Quando Oliver sarà chiamato dal suo insegnante a raccontare la storia di una persona conosciuta e in odore di santità, il ragazzo sceglierà proprio Vincent...

Una commedia semplice, deliziosa e mai fuori dagli schemi.
Mi ha ricordato Little Miss Sunshine per quella capacità di farti amare i personaggi e la storia senza troppi fronzoli.
Bill Murray "mangia" la scena e lascia davvero poco spazio agli altri. E' una figura ingombrante ma mai sopra le righe.
Il film, per l'attore, è una perla che va ad inserirsi in una consolidata carriera cinematografica fatta di ottime pellicole d'autore.
Menzione speciale per la McCarthy libera di esprimersi fuori dal solito cliché comico demenziale.

Voto film 7
Voto Bill Murray 8



In The Imitazion Game, la pellicola apre con Alan Turing (Benedict Cumberbatch), brillante matematico ed esperto di crittografia, interrogato nella Manchester degli anni '50 dall'agente di polizia che lo ha arrestato per atti osceni. Turing inizia a raccontare la sua storia partendo dall'episodio chiave della sua vita avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui fu affidato a lui e ad un piccolo gruppo di cervelloni, fra cui un campione di scacchi (Matthew Goode) e un'esperta di enigmistica (Keira Knightley), il compito di decrittare il codice Enigma, macchina ideata dai Nazisti per comunicare , in forma segreta, le loro operazioni militari. È il primo di una serie di flashback che scandaglieranno la vita dello scienziato morto suicida a 41 anni e considerato oggi uno dei padri dell'informatica in quanto ideatore di una macchina progenitrice del computer.

Una sola parola per descrivere questo film: seducente.
Benedict Cumberbatch, con questo film, ha tutte le carte per consacrarsi a star di Hollywood.
La sua asciutta capacità recitativa su un viso essenziale lo rendono perfetto per il ruolo.
Non era facile portare sullo schermo un personaggio controverso come Turing, genio omosessuale emarginato dall'Inghilterra post bellica. 

Questa pellicola dimostra che, quando si hanno a disposizione bravi sceneggiatori, anche un genere ampiamente sfruttato come quello della spy story (il gruppo di geni incaricato dal governo per un incarico top secret) può rivelarsi appassionante e capace di tenere viva l'attenzione fino all'ultimo fotogramma.



Un film che mette in scena, soprattutto, il dramma di una persona vittima innocente della propria natura e della propria intelligenza. 

voto film 8
voto Benedict Cumberbatch 9



In The Judge, Hank Palmer (Robert Downey Jr.) è un cinico avvocato civilista specializzato nella difesa dei peggiori lestofanti di Chigago. Ha lasciato la nativa Carlinville, piccolo paesello dell'Indiana, trascurando ogni contatto con la famiglia di origine, ad eccezione di sua madre.
Durante una causa in tribunale riceve una telefonata che gli annuncia proprio la sua morte. Hank dovrà, così, fare ritorno al suo paese di origine e confrontarsi con il suo più acerrimo nemico: suo padre Joseph (Robert Duvall), giudice della contea, uomo integerrimo e di grande severità, che non ha mai approvato il carattere ribelle del figlio. Sarà una partita difficile giocata su due fronti, in famiglia e in tribunale, dove saranno costretti, loro malgrado, a scontrarsi anche violentemente.



The Judge è una dura storia d'amore. 
L'amore tradito tra un padre severo e un figlio desideroso di attenzioni mai ricevute ma anche l'amore infranto di Hank verso quelle origini lontane anni luce dalla realtà quotidiana.
Un film, anche qui, con una trama semplice ma efficace, con dialoghi intensi interpretati in maniera magistrale dai due protagonisti.
Duvall e Downey Jr. si calano perfettamente nella parte di due uomini di generazioni differenti pronti a far scintille ogni qualvolta entrano in collisione.


Voto film 8
Voto Duvall - Downey Jr. 10




Mr. Beef








 

mercoledì 18 febbraio 2015

Turner: il talento di Mike Leigh splende ancora.


Appena uscito nei cinema di Roma, Turner (o Mr. Turner nell’originale titolo inglese) è l’ultimo film di Mike Leigh, autore di pellicole di culto come Segreti e bugie, Il segreto di Vera Drake e Another year


Presentato in concorso al Festival di Cannes 2014, Turner è la biopic della vita del pittore inglese Joseph Mallord William Turner, chiamato “il maestro della luce” e vissuto a Londra tra il 1775 e il 1851. 
Mike Leigh ci racconta dell’ultimo periodo della vita di W. Turner - interpretato da un eccezionale Timothy Spall - durante il quale il pittore, ormai anziano e all’apice della fama artistica e del successo commerciale, noto per la luce infusa nei suoi quadri, riesce a reinventare la pittura. In pieno romanticismo, mentre i pittori dell’accademia riscoprivano l’arte classica, Turner va oltre e comincia a dipingere in modo rivoluzionario i suoi paesaggi, tramonti, il mare in tempesta, il naufragio di una nave, cercando di rendere le impressioni che nascono dalle percezioni che l’artista ha della realtà: per capire cosa è una nevicata, cosa è una tempesta, narra la leggenda riproposta nel film, Turner arriva a farsi legare all’albero maestro di una nave durante una tempesta, rischiando la polmonite!
E sbeffeggiato e dileggiato dall’accademia, Turner diventa così un precursore dell’impressionismo e dell’arte astratta.


Si dice che Timothy Spall abbia tanto intensamente lavorato sul personaggio di Turner, da frequentare, addirittura per due anni, un corso di pittura allo scopo di poter rendere visivamente il modo di dipingere del grande pittore, l’uso del pennello e del carboncino e le sue teatrali e intense pennellate. Grazie all’espressività di un Timothy Spall in stato di grazia sono poi evidenziate nel film tutte le sfaccettature e le contradizioni del difficile carattere di Turner. Burbero e brusco, chiuso e di poche parole (anzi, grugniti e rumori gutturali) ma al contempo capace di allegria e ironia, Turner viene descritto nella sua nobiltà d'animo insieme con la sua vitale e animalesca carnalità. Così, Turner viene presentato disinteressato e cinico (ad esempio nei confronti della moglie – da cui è separato – e delle figlie, tanto da non andare alle esequie quando una di esse muore) ma in grado, poi, di commuoversi al solo pensiero delle umiliazioni e violenze subite da una giovane prostituta, da lui ritratta appena ventenne nel bordello. Da un lato, il Nostro è disposto a soddisfare il proprio istinto sessuale con la serva, per il resto disprezzata e ignorata seppur essa nutra per lui una totale devozione. Dall'altro egli è allo stesso tempo dotato di grande emotività e ricco di profondi sentimenti e sensibilità che lo faranno innamorare della signora Booth, affittacamere in una cittadina sul mare, che egli paragonerà ad Afrodite "dea dell'amore".  Con essa Turner andrà a vivere – senza sposarla - fino al giorno della morte.
Una grande interpretazione di Timothy Spall – non a caso, vincitore del premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes – la rappresentazione di uno spaccato della società inglese tra Illuminismo e Romanticismo, insieme ad una spettacolare fotografia (il film è candidato agli Oscar per i premi tecnici: fotografia, costumi, scenografia, colonna sonora), rendono questo film tra i più belli e intensi attualmente in programmazione.




Assolutamente da vedere (possibilmente non tardi per via della lunghezza, 2 ore e mezza!) soprattutto se siete amanti dell’arte e della pittura!


Being for the benefit of Mr.Kite

lunedì 2 febbraio 2015

Rave Tape, i Mogwai non sbagliano un colpo!

 Beh, dopo la mia recensione su “Les Revenants”, colonna sonora dei Mogwai dell'omonima serie televisiva, non avrei mai pensato di ritornare a scrivere su questa band scozzese ma l’ascolto a nastro di “Rave Tape” mi ha persuaso del contrario.


È davvero un gran bel disco e per questo ho deciso di scrivere questa sintetica recensione!
I nostri scozzesi, proseguendo il lavoro iniziato nel precedente, bellissimo, “Les Revenants”, si affidano al sinth per creare sonorità elettroniche, atmosfere talvolta dreamy, talvolta cupe, pur senza abbandonare le distorsioni acide e i potenti riff delle chitarre e senza rinunciare alla melodia. “Rave Tape” non si distacca dallo stile dei precedenti album e rappresenta un altro tassello nell’evoluzione musicale di un gruppo attivo da ben 17 anni.



 
Numerosi sono, infatti, i richiami musicali alla precedente produzione : così le sonorità elettroniche e le atmosfere oniriche di Heard about you last night richiamano "Earth Division"; altri brani, come Simon Ferocius (in cui al breve incipit elettronico si contrappongono gli effetti distorti delle chitarre) Remurdered e Master Card (caratterizzate da chitarre potenti, distorsioni e toni cupi e ripetitivi), richiamano esplicitamente le atmosfere angoscianti di Batcat (in The Hawk is Howling”); Hexon Bogon invece ha la densità e l’intensità di alcuni brani di “Mr. Beast”. 

 
Si distingue tra tutte Repelish in cui viene recuperata in modo innovativo la formula canzone in cui il parlato – in stile quasi trip hop – e le tonalità cupe della musica richiamano qualche lavoro dei Tv On The Radio e dei The Bees; nel testo della canzone si presentano riferimenti ironici ai sostenitori della teoria del messaggio satanico contenuto nella canzone dei Led ZeppelinStairway to Heaven”. Molto interessante è Deesh brano dai suoni acidi e cupi che accolgono e accompagnano l’ascoltatore in un crescendo di ansia in un fitto texture musicale.
Secondo brano dell’album in cui compare la canzone è Blues hour: il titolo significa “ora triste” e del resto tristezza e malinconia promanano da queste note dolci, struggenti e melodiche e dalle parole del testo ( “….We'll leave this world\ Just as we found it,\ We'll leave this place alone…” ) che sembrano citare Cody, brano presente in “Come On Die Young”. 



Gli ultimi brani sono particolarmente cupi: in No medicine for regret i Mogwai ci stupiscono con le tonalità dell’organo da chiesa, richiamando la musica sacra; The lord is out of control, brano che chiude l’album, è davvero denso ed esprime qualcosa di funereo come un requiem per la morte di qualcuno.




Being for the Benefit of Mr. Kite