San Valentino è da poco passato ma, rimanendo in tema di amore per il cinema, voglio parlare di tre film (dico tre!) che mi hanno riconciliato verso quel mondo che ultimamente mi sta dando molte delusioni.
Sto parlando di tre pellicole viste, due fresche di cinema e una di home video, che ho trovato straordinarie nella loro semplicità narrativa.
Film dalla trama robusta capaci di colpire direttamente lo spettatore senza l'utilizzo di effetti speciali o scenografie sbalorditive.
Racconti di uomini dalla forte personalità accompagnati, però, da una conflittualità interna tale da renderli umani e assai vicini allo spettatore.
Sto parlando di St. Vincent di Theodore Melfi, The Imitation Game di Morten Tyldum e The Judge di David Dobkin.
St. Vincent narra la storia di Vincent (Bill Murray) uomo scorbutico col vizio della bottiglia e delle scommesse ai cavalli. Ha una relazione con Daka (Naomi Watts), prostituta russa incinta, con cui intrattiene una relazione economico-affettiva.

Dietro il cinismo di Vincent si nasconde un'amara verità: da molti anni ormai si prende cura della moglie, colpita da demenza senile, con lo stesso amore di sempre. Quando Oliver sarà chiamato dal suo insegnante a raccontare la storia di una persona conosciuta e in odore di santità, il ragazzo sceglierà proprio Vincent...
Una commedia semplice, deliziosa e mai fuori dagli schemi.
Mi ha ricordato Little Miss Sunshine per quella capacità di farti amare i personaggi e la storia senza troppi fronzoli.
Bill Murray "mangia" la scena e lascia davvero poco spazio agli altri. E' una figura ingombrante ma mai sopra le righe.
Il film, per l'attore, è una perla che va ad inserirsi in una consolidata carriera cinematografica fatta di ottime pellicole d'autore.
Menzione speciale per la McCarthy libera di esprimersi fuori dal solito cliché comico demenziale.
Voto film 7
Voto Bill Murray 8
In The Imitazion Game, la pellicola apre con Alan Turing (Benedict Cumberbatch), brillante matematico ed esperto di crittografia, interrogato nella Manchester degli anni '50 dall'agente di polizia che lo ha arrestato per atti osceni.

Una sola parola per descrivere questo film: seducente.
Benedict Cumberbatch, con questo film, ha tutte le carte per consacrarsi a star di Hollywood.
La sua asciutta capacità recitativa su un viso essenziale lo rendono perfetto per il ruolo.
Non era facile portare sullo schermo un personaggio controverso come Turing, genio omosessuale emarginato dall'Inghilterra post bellica.
Questa pellicola dimostra che, quando si hanno a disposizione bravi sceneggiatori, anche un genere ampiamente sfruttato come quello della spy story (il gruppo di geni incaricato dal governo per un incarico top secret) può rivelarsi appassionante e capace di tenere viva l'attenzione fino all'ultimo fotogramma.
Un film che mette in scena, soprattutto, il dramma di una persona vittima innocente della propria natura e della propria intelligenza.
voto film 8
voto Benedict Cumberbatch 9
In The Judge, Hank Palmer (Robert Downey Jr.) è un cinico avvocato civilista specializzato nella difesa dei peggiori lestofanti di Chigago. Ha lasciato la nativa Carlinville, piccolo paesello dell'Indiana, trascurando ogni contatto con la famiglia di origine, ad eccezione di sua madre.
Durante una causa in tribunale riceve una telefonata che gli annuncia proprio la sua morte. Hank dovrà, così, fare ritorno al suo paese di origine e confrontarsi con il suo più acerrimo nemico: suo padre Joseph (Robert Duvall), giudice della contea, uomo integerrimo e di grande severità, che non ha mai approvato il carattere ribelle del figlio. Sarà una partita difficile giocata su due fronti, in famiglia e in tribunale, dove saranno costretti, loro malgrado, a scontrarsi anche violentemente.
The Judge è una dura storia d'amore.
L'amore tradito tra un padre severo e un figlio desideroso di attenzioni mai ricevute ma anche l'amore infranto di Hank verso quelle origini lontane anni luce dalla realtà quotidiana.
Un film, anche qui, con una trama semplice ma efficace, con dialoghi intensi interpretati in maniera magistrale dai due protagonisti.
Duvall e Downey Jr. si calano perfettamente nella parte di due uomini di generazioni differenti pronti a far scintille ogni qualvolta entrano in collisione.
Voto film 8
Voto Duvall - Downey Jr. 10
Mr. Beef