Beh, dopo la mia recensione
su “Les
Revenants”, colonna sonora dei Mogwai dell'omonima serie televisiva, non avrei mai pensato di ritornare a scrivere su questa band
scozzese ma l’ascolto a nastro di “Rave Tape” mi ha persuaso del
contrario.
È davvero un gran
bel disco e per questo ho deciso di scrivere questa sintetica recensione!
I nostri scozzesi, proseguendo
il lavoro iniziato nel precedente, bellissimo, “Les Revenants”, si affidano al sinth per creare sonorità elettroniche, atmosfere talvolta
dreamy, talvolta cupe, pur senza
abbandonare le distorsioni acide e i potenti riff delle chitarre e senza
rinunciare alla melodia. “Rave Tape” non si distacca dallo stile dei precedenti album e rappresenta un
altro tassello nell’evoluzione musicale di un gruppo attivo da ben 17 anni.

Numerosi sono, infatti, i richiami musicali alla precedente produzione : così le sonorità elettroniche e le atmosfere oniriche di Heard about you last night richiamano "Earth Division"; altri brani, come Simon Ferocius (in cui al breve incipit elettronico si contrappongono gli effetti distorti delle chitarre) Remurdered e Master Card (caratterizzate da chitarre potenti, distorsioni e toni cupi e ripetitivi), richiamano esplicitamente le atmosfere angoscianti di Batcat (in “The Hawk is Howling”); Hexon Bogon invece ha la densità e l’intensità di alcuni brani di “Mr. Beast”.
Si distingue tra
tutte Repelish
in cui viene recuperata in modo innovativo la formula canzone in cui il parlato –
in stile quasi trip hop – e le tonalità cupe della musica richiamano qualche lavoro dei Tv On The Radio e dei The Bees; nel testo della canzone si
presentano riferimenti ironici ai sostenitori della teoria del messaggio
satanico contenuto nella canzone dei Led
Zeppelin “Stairway to Heaven”. Molto
interessante è Deesh brano
dai suoni acidi e cupi che accolgono e accompagnano l’ascoltatore in un
crescendo di ansia in un fitto texture
musicale.
Secondo brano dell’album
in cui compare la canzone è Blues hour: il titolo significa “ora triste” e del resto tristezza e malinconia promanano
da queste note dolci, struggenti e melodiche e dalle parole del testo ( “….We'll leave this world\ Just as we found it,\
We'll leave this place alone…” ) che sembrano citare Cody, brano
presente in “Come On Die Young”.
Gli ultimi brani sono particolarmente cupi: in No medicine for regret i Mogwai ci stupiscono con le tonalità dell’organo da chiesa, richiamando la musica sacra; The lord is out of control, brano che chiude l’album, è davvero denso ed esprime qualcosa di funereo come un requiem per la morte di qualcuno.
Being for the Benefit of Mr. Kite
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