lunedì 26 gennaio 2015

The Exorcism of Emily Rose


"The Exorcism of Emily Rose"  è un film del 2005 diretto da Scott Derrickson e presentato al festival di Venezia il 1º settembre 2005.


Il film - ispirato alla vicenda di Anneliese Michel accaduta negli anni '70 - tratta della storia dell’esorcismo di Emily Rose, giovane studentessa di umili origini appena ammessa all’università (interpretata dall’ottima Jennifer Leann Carpenter). 
La vicenda viene raccontata tramite flashback nel corso del processo intentato per la morte di Emily nei confronti di Padre Moore (Tom Wilkinson), prete della locale parrocchia chiamato dalla famiglia di Emily ad eseguire l'esorcismo. La storia offre interessanti spunti narrativi (incentrati sul rapporto tra modernità\tradizione, scienza\religione, razionalità\superstizione) che si sviluppano nel corso del processo attraverso perizie mediche e testimonianze. La tesi dell’accusa – sostenuta con argomentazioni mediche e scientifiche -  era infatti ben lontana dalla possessione demoniaca : la giovane Emily Rose sarebbe stata affetta da una particolare forma di “epilessia-psicosi” che Padre Moore avrebbe impedito di curare, portando alla morte la ragazza.


Dopo aver posseduto la ragazza, le “forze del male”, secondo il racconto di Padre Moore, sarebbero ora in qualche modo interessate allo svolgimento di questo processo, manifestandosi più volte presso il suo avvocato difensore (Laura Lineey) e presumibilmente cagionando la morte di uno dei principali testi della difesa. Al termine del dibattimento, ascoltate le arrighe degli avvocati dell'accusa e della difesa, la giuria popolare decide per la condanna di Padre Moore.


Il film è carino e si fa vedere ma non convince fino in fondo. Non si capisce perché le forze del male, la cui presenza e pericolosità viene tanto evocata da Padre Moore nel corso del processo, non si siano manifestate anche nei confronti della giuria, del giudice e dello stesso avvocato dell’accusa. E soprattutto non si capisce perché – tanta la potenza del Maligno! – il processo possa poi effettivamente evolversi, malgrado la condanna, proprio nel senso auspicato dello stesso Padre Moore!
 
Il fallimento di questo film risiede, a mio avviso, nel “buonismo” holliwoodiano che non ha consentito di portare alle logiche conseguenze tutte le interessanti premesse, sapientemente esposte nel corso della narrazione. 






 



Il “Livello di Terrore” è decisamente basso ma il film (con i distinguo di cui sopra) è interessante per la narrazione processuale della vicenda. 


  




Being for the Benefit of Mr. Kite

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