Che cosa unisce le bambole Daruma e Kokeshi, un enorme gatto Maneki Neto, una Matrioska russa, teste che esplodono e figli di dio.... se non il nuovo, delirante, divertente, demenziale e sanguignolento film di Miike Takashi presentato al Festival Internazionale del Cinema di Roma 2014?
In questo film, trasposizione cinematografica del manga Kamisama no Iu Toori di Muneyuki Kaneshiro e Akeji Fujimura, Miike
Takashi parla del materialismo della nostra società e racconta - attraverso una lente deformante e allucinata - le vicende dei giovani studenti giapponesi senza interessi, valori o stimoli la cui vita, nello svolgimento del film, diventa un tragico video game: studenti alcuni annoiati dalla vita (come appunto Shun), altri convinti della legge del più forte, altri ancora con desideri suicidi.
In ogni situazione raccontata nel film, poi, le normali vicende esistenziali (odio, amore, competizione, collaborazione, conflitto, disprezzo) vengono amplificate e deformate, assumendo i toni grotteschi dell'incubo, come sotto l'effetto di acido andato a male.
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Locandina del film |
Ebbene sì, cari amici, il vostro Mister Kite è andato a vederlo per farvi questa breve recensione!
Siamo in un liceo giapponese, gli studenti in classe, terrorizzati davanti una bambola Daruma (i tratti deformati a farne un'orribile caricatura), muoiono come mosche ad ogni minimo movimento.
Teste che esplodono, palline rosse (al posto del sangue) a fiumi!
Sul dorso della Daruma c'è scritto "Se premi, è la fine". Uno studente, Shun Takahata, saltando sulle spalle di un altro, vola per tutta la lunghezza della classe e preme il pulsante, giusto un secondo prima scada il tempo concesso!
Teste che esplodono, palline rosse (al posto del sangue) a fiumi!
Sul dorso della Daruma c'è scritto "Se premi, è la fine". Uno studente, Shun Takahata, saltando sulle spalle di un altro, vola per tutta la lunghezza della classe e preme il pulsante, giusto un secondo prima scada il tempo concesso!
E' questo l'inizio adrenalitico di As gods will.
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Una scena dell'episodio del gatto Maneki Neto |
Shun è salvo (solo lui, l'altro studente "esplode"), ma l'orrore non finisce qui : superata una prova, gli studenti sopravvissuti, via via sempre meno, affronteranno le successive sempre più terribili, ossia demenziali giochi infantili la cui sconfitta è decretata con morti orribili : sfuggire, vestiti da topi, alle grinfie di un enorme e affamatissimo gatto Maneki Neto o venire divorati, fare un giochino infatile con le bambole Kokeshi o il gioco della verità con un orso polare che fa surf , giocare ad una sorta di "mosca cieca" in un castello russo sul mare con tanto di Matrioske. Chi o cosa c'è dietro tutto questo? E' la Volontà di Dio?
Nelle scuole di tutto il mondo si sta verificando la stessa situazione : 10 milioni di studenti sono morti e dei sopravvissuti non si sa nulla e molti già li chiamano "figli di dio".
La società è sotto shock. Nel frattempo, un enorme cubo bianco compare nei cieli delle principali capitali mondiali: sembrerebbe che gli studenti siano detenuti lì dentro, senza possibilità di fuga; e, per non farci mancare nulla, del tutto inspiegabilmente alcune scene del "gioco" sono trasmesse in enormi disply disposti sulle pareti dei palazzi di Tokio.
Nelle scuole di tutto il mondo si sta verificando la stessa situazione : 10 milioni di studenti sono morti e dei sopravvissuti non si sa nulla e molti già li chiamano "figli di dio".
La società è sotto shock. Nel frattempo, un enorme cubo bianco compare nei cieli delle principali capitali mondiali: sembrerebbe che gli studenti siano detenuti lì dentro, senza possibilità di fuga; e, per non farci mancare nulla, del tutto inspiegabilmente alcune scene del "gioco" sono trasmesse in enormi disply disposti sulle pareti dei palazzi di Tokio.
In questo film, trasposizione cinematografica del manga Kamisama no Iu Toori di Muneyuki Kaneshiro e Akeji Fujimura, Miike

In ogni situazione raccontata nel film, poi, le normali vicende esistenziali (odio, amore, competizione, collaborazione, conflitto, disprezzo) vengono amplificate e deformate, assumendo i toni grotteschi dell'incubo, come sotto l'effetto di acido andato a male.
Usciti finalmente dal cubo i due "figli di dio", il film si chiude con un improbabile dubbio esistenziale "(dio esiste?") e lascia aperta la porta ad un sequel.
Per chi non ama il genere "Miike Takashi", di certo non è consigliabile. Ma per gli aficionados come me, è un'altra perla del geniale regista!
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Ecco qui i mostri con cui se la dovranno vedere i nostri studenti |
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