Cinema & Musica

lunedì 3 novembre 2014

Vorrei ma non posso vol. 1

Oggi inauguriamo la rubrica "vorrei ma non posso" con tre pellicole di fantascienza uscite di recente.
Si tratta di Edge of tomorrow, Transcendence e Godzilla tutti e tre del 2014.


In Edge of tomorrow di Doug Liman, un Tom Cruise, tirato a lucido per l'occasione, è un maggiore che lavora per l'ufficio stampa dell'esercito mondiale nella guerra contro gli alieni atterrati sul nostro pianeta.
Viene inviato sul fronte ma, da buon imboscato, si rifiuta e per questo arrestato e spedito lo stesso a combattere come disertore nel giorno della gigantesca offensiva progettata dall'umanità. 
Incapace di manovrare l'esoscheletro grazie al quale è possibile combattere il nemico, riesce ad  uccidere un alieno rimanendone contaminato dal suo sangue. 
Da quel momento ogni volta che muore si risveglia sempre nello stesso punto, all'inizio di quella giornata da disertore, condannato a ripetere sempre gli stessi eventi.

La trama è questa.
In pratica Starship Troopers (ma anche un rimando ad Alien soprattutto per l'esoscheletro indossato da Cruise) che incontra Ricomincio da capo.
Seguiamo l'evolversi della storia attraverso il miglioramento personale del protagonista con la continua ripetizione delle medesime situazioni.
Degna di nota la protagonista femminile Emily Blunt che in alcuni momenti toglie la scena proprio al "forever young" Cruise.
Nulla di nuovo sia chiaro e mi sento di sconsigliarlo a chi si aspetta un capolavoro del genere fantascientifico ma, tuttavia, per una serata in relax senza troppe pretese si può tranquillamente vedere muniti rigorosamente di pop corn.


Il secondo film che mi è capitato sotto mano è il Godzilla di Gareth Edwards.
Che dire, la storia del film è quasi inesistente ed solo un'enorme scusa per riportare il mitico gigante radioattivo sugli schermi dopo il film del 1998 di Roland Emmerich che aveva almeno il merito di possedere una colonna sonora spettacolare.
Qui l'intento è combinare l'effetto vintage del Godzilla dei film giapponesi con cui siamo cresciuti ad una storia che riprende temi attuali come la paura del nucleare e lo tsunami.
Purtroppo vi è spreco di due attori bravissimi come Juliette Binoche che muore dopo 5 minuti di film e Bryan Cranston (il grande Walter White di Breaking Bad) che schiatta dopo quasi mezz'ora di film.
La cosa ancora più deludente è che poi queste assenze lasciano spazio a due attori come Aaron Taylor-Johnson ed Elizabeth Olsen che non hanno quel carisma per risollevare le sorti di una storia davvero piatta.
Il fatto che lui sia militare e lei, madre premurosa, un'infermiera che lavora nel pronto soccorso di San Francisco fa capire quanto gli sceneggiatori tenessero alla profonda caratterizzazione dei personaggi.
La delusione più grande, però, arriva dai combattimenti tra i mostri. In pratica irrilevanti rispetto alla lunghezza del film e soprattutto quasi da contorno alla storia degli umani.
Sono furbi gli studios di Hollywood a voler tenere nascosta la figura di Godzilla per metà storia quasi a voler creare hype nello spettatore.
Il problema è che, una volta svelato l'arcano, il nostro eroe gigante devasta la città "menando le zampe" con i due nemici senza particolari momenti drammatici.
In definitiva è un film piatto e senza sussulti. L'unica cosa bella da salvare è il momento in cui il nostro eroe emette il famoso fiato atomico con le scaglie dorsali che si illuminano come nell'originale.
Per vederlo non bastano i pop corn, aggiungerei anche una dose massiccia di bibita a base di caffeina. 
P.s. Una curiosità: i due giovani attori che nel film sono coniugi Brody reciteranno ancoa insieme come fratelli Maximoff nel prossimo Avengers: Age of Ultron.

Ultima pellicola che mi è capitata fra le mani è Transcendence di Wally Pfister.
La storia vede Johnny Depp vestire i panni del dottor Will Caster, il più importante ricercatore nel campo dell'intelligenza artificiale, che lavora per creare una macchina che combini la conoscenza globale con l'intera gamma delle emozioni umane.
Per questo viene assassinato da terroristi anti-tecnologici. 
La moglie Evelyn ne carica il cervello in un computer, in modo che Will possa in qualche modo rivivere, con la collaborazione di un suo collega, Max Waters, che però mostra da subito dei dubbi sul procedimento e sulla possibilità di collegarlo alla rete internet. Nel tentativo di salvare Will da un attacco dei terroristi, Evelyn lo connette alla rete permettendogli di comunicare e portare avanti le sue ricerche grazie alla connessione con ogni computer della Terra.
Ma nulla sarà più come prima.

Se con Matrix erano gli umani che fornivano energia e conoscenza alle macchine, in questo film avviene quasi il contrario.
Il dottor Caster, novello Frankenstein tecnologioco che assume forma di enorme supercomputer, utilizza il sapere umano attraverso il collegamento alla rete per fornire una vita migliore e, in certi casi, addirittura la guarigione da malattie e morte.

L'idea di partenza è ottima e la pellicola all'inizio crea quella curiosità che ti fa desiderare di proseguire nella visione.
Ma  il film, purtroppo, prosegue su binari noiosi, lenti e poco avvincenti per una pellicola di fantascienza con velleità intellettuali.
Si vede la mano di Nolan come produttore esecutivo ma Depp non va perchè pare svogliato.
Sembra recitare per tutto il tempo con il freno a mano tirato e quel guizzo, che potrebbe far decollare la storia, ormai riservato solo a Jack Sparrow e ai suoi pirati.

Non nego che, tra i tre film visti, mi aspettassi molto soprattutto da quest'ultimo e, per questo, la prima edizione del premio "vorrei ma non posso" se lo aggiudica proprio Transcendence.
  

2 commenti:

  1. Molto interessante il tuo post, Mr. Beef! Adesso non avrò più alcun desiderio di vedere GODZILLA! :)

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    1. Guardalo pure se vuoi... Ma senza aspettarti un capolavoro!

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