Bella sfida, indubbiamente.
Ma cosa hanno in comune - vi starete chiedendo - questi due gruppi, gli inglesi These New Puritans (TNPS) e gli statunitensi The Black Keys? Niente, assolutamente niente!

Insomma, niente di nuovo, non è una musica che propone, né vorrebbe farlo, un sound rivoluzionario: è musica per la festa, per gente allegra e senza pensieri.

Rispetto al precedente, acclamatissimo album, "El Camino" del 2011, si nota un generale calo di tensione e di energia . In Turn blue infatti non ritrovi un brano per lo sballo nel peggior disco-pub di Dublino, musica coinvolgente da cantare sbronzi a squarciagola, abbracciati a nuovi amici (che presto dimenticherai).

Diversa storia, invece, per quanto riguarda "Field of Reeds" dei TNPS.
Con questo album del 2014,molto apprezzato dalla critica, i TNPS ci propongono una musica altamente raffinata, che potremmo definire - in mancanza di altre definizioni - post-rock con richiami jazzistici, ma che in realtà sembra andare oltre, avvicinandosi al genere "neo-classica", con archi, ottoni, cori, tastiere e interventi elettronici. Queste dei TNPS, sono sonorità poco orecchiabili, difficili da capire e da seguire e possono annoiare; il ritmo non è sostenuto.

Con questo disco di avanguardia, i TNPS si rivolgono ad un pubblico ristretto e vanno in controtendenza rispetto al mercato discografico, osando un ulteriore, radicale, evoluzione nella loro produzione musicale e ponendosi fuori dalle logiche mercantilistiche che spesso governano la produzione discografica.
Concludo dicendo che per me, la sfida la vincono i The Black Keys, pur con i limiti sopra evidenziati. Un parere molto personale, il mio. Preferisco la bolgia allegra del discopub di Dublino con un pezzo rock dei The Black Keys alla solitudine intimista e triste che mi ispira la musica dei TNPS.
Nessun commento:
Posta un commento