lunedì 1 dicembre 2014

The Black Keys VS These New Puritans

Bella sfida, indubbiamente.
Ma cosa hanno in comune - vi starete chiedendo - questi due gruppi, gli inglesi These New Puritans (TNPS) e gli statunitensi The Black Keys? Niente, assolutamente niente!
L'ultimo album dei The Black Keys, intitolato "Turn blue" del 2014 ci propone la (classica) ricetta di questa band, a base di indie-rock con venature blues, sincero e orecchiabile, senza pretese e con richiami alla tradizione brit-pop, Fever su tutte (che sembra un singolo scritto dai Franz Ferdinand). 
Insomma, niente di nuovo, non è una musica che propone, né vorrebbe farlo, un sound rivoluzionario: è musica per la festa, per gente allegra e senza pensieri.
Molti i brani belli e ballabili nella prima parte tra cui, oltre alla già citata Fever, Weight Of Love, mentre la seconda è più piatta. 
Rispetto al precedente, acclamatissimo album, "El Camino" del 2011, si nota un generale calo di tensione e di energia . In Turn blue infatti non ritrovi un brano per lo sballo nel peggior disco-pub di Dublino, musica coinvolgente da cantare sbronzi a squarciagola, abbracciati a nuovi amici (che presto dimenticherai).
Diciamo che, forse, questa volta la musica dei The Black Keys è adatta per la fine della festa, quando gli ultimi, finendo i loro drink, si attardano nel locale che tende a svuotarsi e le ragazze, marcie di alcool e sudore e col trucco sfatto, ancora cercano la scarpa, persa nella  baldoria, sotto i tavoli.






Diversa storia, invece, per quanto riguarda "Field of Reeds" dei TNPS.

Con questo album del 2014,molto apprezzato dalla critica, i TNPS ci propongono una musica altamente raffinata, che potremmo definire - in mancanza di altre definizioni - post-rock con richiami jazzistici, ma che in realtà sembra andare oltre, avvicinandosi al genere "neo-classica", con archi, ottoni, cori, tastiere e interventi elettronici. Queste dei TNPS, sono sonorità poco orecchiabili, difficili da capire e da seguire e possono annoiare; il ritmo non è sostenuto.





Il senso di malinconia e di tristezza che queste sonorità sprigionano invogliano all'ascolto in un ambiente intimista, con una candela accesa, e richiedono il silenzio circostante. Insomma, di certo questa non è "musica per la festa" : al contrario!


  



Con questo disco di avanguardia, i TNPS si rivolgono ad un pubblico ristretto e vanno in controtendenza rispetto al mercato discografico, osando un ulteriore, radicale, evoluzione nella loro produzione musicale e ponendosi fuori dalle logiche mercantilistiche che spesso governano la produzione discografica.


Concludo dicendo che per me, la sfida la vincono i The Black Keys, pur con i limiti sopra evidenziati. Un parere molto personale, il mio. Preferisco la bolgia allegra del discopub di Dublino con un pezzo rock dei The Black Keys alla solitudine intimista e triste che mi ispira la musica dei TNPS.



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