giovedì 8 gennaio 2015

Ma che cos’è “Les Revenants”?

Les Revenants (in italiano “fantasmi”) è  la serie televisiva francese, andata in onda nel dicembre 2012 in Francia e due anni dopo in Italia? È il titolo della colonna sonora fatta dalla band scozzese post-rock Mogwai?


Les Revenantes è decisamente entrambe le cose : raramente lo spettatore\ascoltatore avverte la compenetrazione tra immagine e musica come si verifica in questo caso.

Considerando, infatti, l’intensità e la portata evocativa della musica dei Mogwai che ne costituisce la colonna sonora, non potremmo parlare della serie “Les Revenantes” come immagini e storie, senza al contempo considerare la sua musica. Ed è per questo che vorrei affrontare entrambi gli aspetti in questa sintetica recensione.
La serie televisiva racconta appunto “il ritorno” dei morti alle loro famiglie di origine in questo idilliaco paesetto perso nelle Alpi francesi dell’Alta Savoia; non si tratta però di semplici “zombie”, mostri putridi affamati di carne umana, ma proprio delle persone defunte, tanti o pochi anni prima, che ritornano alle loro vite e pretendono di riprendere a viverle a partire dallo stesso momento in cui le hanno lasciate.

La serie si incentra in particolare sulle storie di alcuni di questi personaggi : abbiamo la vicenda di Camille, adolescente morta in un incidente stradale con la sua classe in gita scolastica, che ritrova la sua gemella, Léna, ora maggiorenne; la storia di Victor, un bambino di circa 4 anni dal passato misterioso che non parla e viene accolto da Julie come un figlio.




C'è poi Simon, giovane morto alla vigilia del matrimonio che va a ricercare la fidanzata dell'epoca, Adèle, nel frattempo promessa sposa al poliziotto del paese e madre di una bambina. Il tutto accompagnato da inspiegabili segni, forse oscuri presagi di qualcosa di terribile, come  improvvisi cali di tensione dell'energia elettrica, abbassamento del livello dell’acqua della diga vicino il paese, animali morti affogati, strane ferite o lacerazioni sui corpi dei vivi e dei (non) morti.

L’elaborazione del lutto o, piuttosto, la difficoltà sofferta nel tentativo di farlo, e le vicende personali che stanno dietro la carenza o difficoltà di comunicazione tra i vari personaggi, paiono al centro delle storie delle famiglie raccontate nella serie televisiva.  La tristezza di queste vicende e l’inquietudine generata nello spettatore dall’idea di poter accogliere il defunto e, dopo tanta sofferenza, reinserirlo nella sua vita vengono enfatizzate dalla potenza evocativa della musica dei Mogwai che accompagna e anzi “racconta” le immagini, abbandonando il noise e le chitarre distorte - segno caratteristico del post-rock dei Mogwai - per la dolcezza malinconica dei sinth e degli effetti elettronici. Con riferimento particolare alla soundtrack, evocativi delle atmosfere di inquietudine e di tensione che connotano “il ritorno” dei non-morti paiono brani come Hungry Face (caratterizzato dalla dolce musica iniziale del carillon, facilmente associata ad atmosfere oniriche), Fridge Magic in cui l’uso sinth permette di trasferire inquietanti suoni eterei e dreamy e  l'intensa Portugal. E come non apprezzare le valenze elettroniche di Eagle Tax, eteree anch’esse ma non aliene da vibrante oscurità?


Jaguar poi, con il suo ritmo pulsante e i suoni cupi, esprime l'ansia della fragilità dell'esistenza mentre ai toni più dimessi e quasi elegiaci di Kill Jester , di Whisky Time, di Relative Hysteria si associa un senso di tristezza, di distensione e anche di disagio; This Messiah Needs Watching, su tutte, ben rappresenta le descritte atmosfere e la sensazione destabilizzante connessa ad un passato che (forse) passato del tutto non è.

I bellissimi brani Special N e di Wizard Motor, che si segnalano per la forza del ritmo e delle distorsioni delle chitarre ( con riferimento specifico alla seconda ), richiamano i lavori più propriamente post-rock dei Mogwai. Fuori dal contesto - ma comunque gradevole - la cover del gospel di Washington Phillips What Are They doing In Heaven Taday fatta in stile acustico.
 
Le Revenantes è un grande album dei Mogwai che non è e non può essere considerato una mera soundtrack di una avvincente serie televisiva.  
Esso ha l’intensità e la forza di vivere vita propria rispetto alla serie televisiva di cui, come detto, costituisce comunque un importante se non decisivo fattore.
A me è piaciuto molto e vi consiglio di ascoltarlo con attenzione!


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