mercoledì 8 ottobre 2014

The War on Drugs: Lost in the dream

Un paio di settimane fa, Toscana, Val d'Orcia. Viaggio in macchina: dopo la noiosa e monotona autostrada, una serie di strade provinciali nella bellissima campagna toscana e la musica di "Lost in the Dream", ultima fatica dei The War On Drugs, ad accompagnarmi alla guida. Un musica evocativa di emozioni che ti trasporta nel mondo del sogno e nei panorami senza confini del Wyoming o del Nebraska...

Proseguendo e anzi approfondendo il percorso intrepreso con i precedenti album, in questo ultimo lavoro i TWOD partono da una tradizione musicale indie-folk (WILCO di "A ghost is born"; NEUTRAL MILK HOTEL; ARCADE FIRE) da cui presto divergono con l'uso di sintetizzatori space-rock: i TWOD creano così un'atmosfera onirica in cui le immagini sono sfocate, perdono i contorni precisi, come quei sogni che si ricordano poco, al risveglio e sembrano travalicare nella realtà e viceversa (Lost in the Dream).
Le sonorità lambiscono i confini della psichedelia e del prog (vedasi la splendida apertura strumentale in The Haunting Idle; In Reverse e Burning), acquistando qualche volta una sfumatura quasi new romantic (Suffering, su tutte); dove i riff di chitarra sono ora più squillanti e dreamy ora più rock, diventano più evidenti i richiami eighties (chiamando in causa direttamente i Dire Straits). Ogni tanto fa capolino un certo retrogusto di tinta nu-wave che si percepisce in alcune canzoni di Adam Granduciel (Red Eyes), cantante e front man della band.
Tra le canzoni del disco più interessanti, oltre alla bellissima e già citata "The Haunting Idle", spicca "An ocean between the waves": qui la serrata sezione ritmica e l'uso dei sintetizzatori chiamano in ballo i Joy Division (Trasmission), esprimendo un certo senso di inquietudine esistenziale. E del resto le liriche ci rendono immagini di isolamento e di solitudine, stati d'animo vissuti da Granduciel durante la preparazione del disco: I'm at the darkened hillside / And there's a haze right between the trees/ And I can barely see you / You're like an ocean in between the waves. In "Disappearing" gli effetti space dei sintetizzatori sembrano poi deformare i nostri orizzonti, allargandoli a dismisura e facendoci librare, senza peso, fino a scomparire nel cielo, lontani da tutto e da tutti: Will you wait for the one that disappears? In "Eyes to the wind", ballata in cui sono ancor più chiari i richiami all'indie-folk americano, si avvertono i toni amari e nostalgici della solitudine : Yeah, I'm all alone here / Living in darkness.
In conclusione, ragazzi, io, questo disco dei TWOD, più lo ascolto, piu mi piace! Una canzone piu bella (e diversa) dell'altra! Sicuramente è un disco da ascoltare più volte, lasciandosi corteggiare dall'atmosfera sognante e psichedelica.

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